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Tra i pesci
piu' amati dagli acquariofili vi è proprio Pterophillum Scalare
Il suo allevamento non richiede particolari attenzioni, infatti gli esemplari
commercializzati provengono ormai tutti da allevamenti specializzati e questi hanno un po'
perso le particolari esigenze richieste dagli esemplari "selvatici" presenti sul
mercato alcuni decenni fa. Tuttavia, come per qualsiasi pesce da noi allevato, è bene
conoscere le sue esigenze chimico/ambientali al fine di potere ottenere un acquario adatto
al loro allevamento. Voglio precisare, pero', che parlare semplicemente di valori chimici
è riduttivo e poco efficace, proprio perche' si tratta ormai di un pesce... robusto e
facilmente adattabile. A chi vuole cimentarsi nel suo allevamento voglio dare alcuni
consigli e fissare da subito alcuni "punti fermi" attraverso i quali procedere
nella discussione.

La vasca ideale
Gli scalari sono pesci abbastanza tranquilli (anche se molto voraci) che
necessitano spazi aperti frammisti a zone ricche di vegetazione. Una suddivisione degli
ambienti in vasca risulterà utile per la distinzione in territori da difendere.
Scordatevi di essere voi gli "architetti" di questi spazi.. saranno loro a
identificarli ed a distinguerli. Limitatevi a fornire loro una vasca ricca di gruppi di
piante a foglia minuta, legni di torbiera e qualche grossa pianta isolata. La vasca deve
essere quanto meno di media dimensione (a mio parere 100 litri sono veramente il minimo
per un gruppetto di 5 o 6 esemplari giovani). Tenete conto che i pesci devono crescere!
Vasche piccole inibiscono la crescita e, quindi, la maturazione sessuale del pesce. Date a
loro molto spazio, soprattutto se sono pesci giovani. In questo modo avrete pesci ben
sviluppati e vedrete ben presto il formarsi di coppie "sane".
Non allevate gli scalari in vasche basse, questi necessitano una spazio ideale per far si
che le loro pinne si distendano al meglio. Sono quindi da preferirsi vasche con altezza
netta d'acqua superiore a 40 cm.
Differente è cioì che riguarda coppie di Scalari già formate. Queste devono essere
allevate in un acquario con una capacità non inferiore a 50 litri. E' comunque un limite
minimo... da non consigliare spensieratamente :-) Intendo dire che se siete esperti
ed interessati alla riproduzione in batteria, potete anche permettervi di allevare coppie
in speciali acquari suddivisi in scompartimenti delle capienza di cui sopra. Tali acquari,
in realtà, sono vasche molto grandi (a partire da 200 litri) che sfruttano un unico
impianto di filtraggio, in modo tale che il volume totale di acqua sia comunque ampio.
Questo è il loro pregio/difetto.. in quanto in caso di malattia è chiaro che tutti gli
esemplari sono esposti direttamente. Quindi sono da preferire coppie affidabili, meglio se
provenienti da propri acquari, evitando contatti con pesci provenienti da altre vasche. Vi
sconsiglio di allevare piu' coppie nella stessa vasca, se non compartimentate. A meno di
vasche enormi... assisterete a scontri, anche violenti, che prima o dopo culmineranno con
la morte o la forte sofferenza di qualche esemplare. Inoltre è una condizione
assolutamente da escludere nel caso vogliate lasciare allevare gli avanotti ai genitori.
Gli scalari vanno allevati in acqua medio/tenera, anche se sopravvivono discretamente bene
anche in acqua medio/dura. Per essere piu' preciso, consigli odi allevare giovani scalari
in acqua allì'interno dei seguenti valori chimici:
| 7 =< gH >= 10 |
2 =< kH >= 5 |
6,0 <= pH >= 7,5 |
NO2=0 mg/l |
NH3/NH4=0 mg/l |
NO3 piu' basso possibile |
E ovviamente:
La temperatura non deve essere inferiore a 26° C (a 24° C sono decisamente piu' deboli)
e, sempre per esemplari giovani, non deve superare i 30° C. Per il periodo riproduttivo,
che avviene sicuramente anche con i valori di cui sopra, consiglio invece una temperatura
non inferiore a 28° C e non superiore a 32° C, meglio se entro i seguenti valori
chimici:
| 0 < gH >= 7 |
0 < kH >= 4 |
5,5 =< pH >=
6,5 |
NO2=0 mg/l |
NH3/NH4=0 mg/l |
NO3<25 mg/l |
Gli Scalari, in vasca, occupano una posizione
generalmente centrale. Data la loro slanciata conformazione fisica, non amano stazionare
nei pressi del fondo, sebbene vi si rechino ogni tanto per cercare alimenti.
Conseguentemente è consigliato allevarli in compagnia di pesci che stazionano normalmente
sul fondo. Da escludere sicuramente pesci molto piccoli (Caracidi in genere, cosi' come
piccoli Ciprinidi ecc..) e vivaci, che possono disturbare gli Scalari giovani, magari
mordendo loro le pinne, per poi divenire probabili prede nel futuro. Sono da preferire
pesci tranquilii che nuotano lentamente e che non vadano ad occupare gli ambienti
preferiti dagli Scalari. Questo in vasca di accrescimento... mentre in fase di
riproduzione è sicuramente preferibile mantenere gli Scalari isolati o insieme a
tranquilli pesci da fondale quali i Corydoras, Brochys e qualche piccolo Loricaride.
Sconsiglio la convinvenza, in fase di deposizione, con Ancistrus, Plecostomus et similia...
che sono "furbi" mangiatori di uova (sopportano perfino gli attacchi ed i morsi
della coppia).

Quali esemplari acquistare
Trovo sia inutile dilungarsi sulle varietà commercializzate, che sono
ormai moltissime; allo stesso modo evito di tracciare un profilo piu' o meno scientifico
del pesce: sono tutte informazioni facilmente reperibili su qualunque buon testo.
Per chi vuole ottenere delle coppie "solide" e ben affiatate, consiglio di
allevare un gruppo di 5 o 6 Scalari di medie/piccole dimensioni, meglio ancora se
acquistati in negozi diversi per ridurre la possibilià che siano esemplari "fratelli
provenienti dagli stessi genitori". Cio' per evitare la formazione di coppie composte
da esemplari consanguinei e quindi la possibile nascita di avanotti degenerati. Ad ogni
modo la formazione di buone coppie avviene anche con esemplari già adulti, quindi non
deve essere preponderante la scelta di esemplari molto giovani.
Come avviene per qualunque pesce per acquario, i soggetti da acquistare devono essere
chiaramente vispi, con una livrea decisa e una disposizione delle pinne che lasci
trasparire vigore ed energia. Vi consiglio di osservare a lungo i pesci prima di
acquistarli, qualunque essi siano. Non lasciate al negoziante la fretta di servirvi, ma
passate diverso tempo ad osservare il loro comportamento, cercando sommariamente di
comprendere quali differenze fisiche e comportamentali (e quindi quali gerarchie) hanno
tra loro. Ben presto individuerete tra il gruppo alcuni esemplari che per indole
dimostrano essere piu' vigorosi di altri. Tra questi scegliete quelli che hanno le pinne
ben distese, gli occhi con l'iride inferiore di colore rosso o leggermente macchiato di
nero nella parte superiore (segnali indicanti un esemplare sano e vigoroso).

L'alimentazione
Naturalmente in acquario si nutrono di tutto cio' che diamo loro, ma in natura
gli scalari sono pesci "cacciatori". Lo dimostra la loro conformazione fisica:
sono molto "piatti", quindi offronto una scarsa resistenza all'acqua, ed hanno
un apparato Sono molto abili nella cattura di piccole prede, operazione che compiono con
attenti ed agili movimenti degni di un felino.
Come per qualsiasi pesce d'acquario, e' buona regola variare molto frequentemente la loro
alimentazione, somministrando alternativamente cibo secco in scaglie, in granuli e
surgelato. Personalmente preferisco non eccedere con il cibo surgelato, in particolare con
i Chironomus che, a mio parere, sono un cibo per loro molto appetitoso ma complesso da
digerire. A lungo termine i pesci ne risentono manifestando indistintamente ventre
incavato ed infezioni intestinali. Sempre a mio avviso, questo ha valenza generale e,
comunque, preferisco adottare questo sistema con tutti i miei pesci. Invece che
somministrare molti chironomus, preferisco somministrare molte artemie, siano esse
surgelate o vive. Tenendo sempre bene in mente il concetto "poco e frequente".
Per rendere molto attivi i nostri pesci è utile, ogni tanto, somministrare loro del cibo
vivo. E' possibile avviare un allevamento di enchitrei o di drosofile. Per ulteriori
informazioni leggi l'articolo Allevamento di cibo vivo

Identificare il sesso degli Scalari
Non lasciatevi ingannare da alcune "credenze": un pesce
aggressivo non è necessariamente un maschio. E ancora... molti sostengono che un segno
evidente è la gibbosità della fronte, carattere distintivo dei maschi. Cio' non è vero
in assoluto, in particolare se ci si riferisce ad esemplari giovani. Ma anche rispetto ad
esemplari adulti cio' non deve essere inteso come un carattere distintivo certo:
personalmente ho avuto delle femmine che mostravano maggiore gibbosità dei loro compagni.
In linea di massima i maschi, soprattutto se di oltre 3 anni di vita, risultano essere
piu' imponenti e robusti. E' chiaro che se non si hanno diversi esemplari a disposizione
da confrontare tra loro, risulterà praticamente impossibile stabilire il loro sesso.
Anche i rituali di corteggiamento non ci aiutano molto, infatti il comportamento risulta
essere molto simile tra maschio e femmina. Normalmente è il maschio che corteggia la
femmina, ma capita anche che sia proprio quest'ultima a spingere il maschio alla
riproduzione, compiendo leggeri tremolii del corpo e delle pinne, fronteggiando il
compagno con le pinne ventrali (volgarmente detti "baffi") protesi in avanti.
Cio' accade, pero', in coppie male assortite e poco affiatate: il maschio non è molto
attratto dalla femmina ed è proprio quest'ultima a cercare di eccitarlo per portarlo
alla fecondazione. Quindi anche questo aspetto comportamentale non puo'
essere considerato valido per la distinzione dei sessi. Tra le possibili (guarda caso)
risulta essere molto piu' affidabile la direta osservazione della papilla genitale o,
comunque, della zona anale del pesce. Anche in periodo di riposo riproduttivo, quindi
senza che le papille genitali siano estroflesse, ed in caso di esemplari sessualmente
maturi, è possibile distinguere con una buona precisione i maschi dalle femmine. Lo
schema da me disegnato, qui sotto, illustra sommariamente quali attenzioni si devono
prestare per la distinzione sia in fase riproduttiva che in fase di riposo:

Ovviamente il colore rosso è innaturale ed usato esclusivamente per evidenziare le
differenze. In realtà la papilla genitale degli scalari è di colore grigio lattiginoso o
a volte è leggermente rosata.
Nel disegno centrale, dall'alto al basso, ho schematizzato la differenza tra sesso
maschile e femminile in fase di deposizione. La papilla genitale del maschio (in alto) è
lunga, conica e, grosso modo, appuntita, sicuramente rivolta all'indietro (cio' è dovuto
alla necessaria posizione per lo sfioramento delle uova deposte dalla femmina in fase di
fecondazione). A differenza, la papilla genitale della femmina è molto piu' grossa, tozza
come un tronco di cono, con un piccolo peduncolo posteriore (organo sensibile per la
deposizione). Quando quest'ultimo tocca il substrato scelto per la deposizione, l'ovidotto
si apre e rilascia un uovo adesivo.
Nel disegno a destra è schematizzata la posizione di "riposo" degli organi
genitali degli Scalari. Tenete conto che non sempre questi sono visibili, soprattutto se
gli esemplari sono ancora giovani (scordatevi di scoprire il sesso di uno scalare di soli
5 cm!!). Se, pero', i pesci hanno avuto modo di deporre almeno una volta, allora si
puo' notare con una certa facilità anche questa piccola differenza.
Questi sono i titoli seguenti:
ander constrekscion

Allevamento per la riproduzione

La riproduzione

La schiusa delle uova

Allevamento degli avanotti
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