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Ecco un particolare di una delle due "pareti rocciose" da me realizzate con ghiaietto policromo e poliuretano espanso.

Era diverso tempo che pensavo a come risolvere il problema del "brutto" (o, quanto meno, finto) aspetto della parete di fondo. Non che ne avessi un impellente bisogno, visto che la mia vasca attuale affaccia su due distinti locali di casa... ma è un aspetto del "fare acquario" che mi ha da sempre infastidito. In commercio si trovano diversi prodotti : rocce di plastica componibili (a mio parere bruttissime), gigantografie di acquari ricchi di piante colorate (che, oltre ad essere stupendamente "piatti", male si adattano per l'errato effetto prospettico), fino ad arrivare a quei meravigliosi "plagi" della natura fatti in Olanda ed offerti a prezzi paurosamente alti nei nostri negozi, prezzi ai quali solo una micro percentuale di noi acquariofili si può accostare (folli, spendaccioni, irresponsabili, magnati del petrolio, armatori greci e roba simile). Fondali stupendi.. ma sono davvero costosissimi!
Per realizzare un fondale accettabile da un punto di vista estetico alcuni acquariofili impiegano solo materiali naturali... ma anche qui spesso incontriamo dei piccoli problemi; il metodo più scenografico è certamente quelle di utilizzare delle rocce vere. In Italia abbiamo una grande varietà di rocce adatte ad essere introdotte in acquario ma... se da un lato possiamo ottenere uno stupendo effetto scenografico, dall'altro esistono i difetti della reperibilità, della lavorabilità del materiale e, soprattutto, il problema del forte peso. Non e' facile potere usare/trovare pietre adatte all'acquario con spessori poco rilevanti, inoltre queste, avendo poco spessore, sono anche poco... irregolari e quindi meno adatte all'effetto scenico.
Altri acquariofili "naturisti" mediano il peso con l'effetto scenico utilizzando parti di corteccia di quercia da sughero. Bella, certamente.. ma poco reale come roccia! Inoltre, lo dico per pluri-esperienza personale, non è esattamente vero ciò che si dice a riguardo del sughero in acquario e cioè che non si decompone e che non rilascia sostanze: l'ultima volta che ho utilizzato il sughero in acquario ho avuto dei seri problemi di marcescenza (la parte di sughero emersa) ed in particolare un tremendo innalzamento dei nitrati (oltre 150 mg/l in 24h!!).
L'idea degli Olandesi di realizzare calchi di pietre/radici naturali da utilizzare come stampi da riempire con poliuretano espanso è ottima ma certamente molto complessa e costosa da realizzare. Inoltre il grosso problema (a me nessuno sa dare indicazioni, voi ne sapete qualcosa?) sta nel reperire i pigmenti adatti a colorare il poliuretano ma anche adatti ad essere introdotti in acquario (ho sentito parlare di pigmenti usati per i fiori artificiali ma.. non sono riuscito ad andare oltre. Se avete info al riguardo... passare al MioMao pliz!).

Vabbè... problema forse insormontabile.....
Ma.... pensa che ti ripensa...
al MioMao è balenata nella zucca una ideuzza!

Con l'aiuto di Angelo di Dimensione Acquario (il mio negoziante di fiducia) ho reperito un sacco da 25Kg di ghiaietto fine per acquario. La pezzatura è circa di 0,5-1 mm ed è policromo. Costo del ghiaietto lire zero perchè me l'ha regalato (grassie!). Poi ho acquistato due bombole da 750 gr di schiuma poliuretanica (costo lire 30k in totale) e miscelando la schiuma con il ghiaietto (una fatica incredibile.. ma non vi dico la puzza!!) l'ho applicato su una superfice irregolare ricoperta da un telo di PVC sottile. Il risultato è davvero interessante e ho avuto modo di migliorarlo eseguendo altre applicazioni di prova, fino ad ottenere il campione che avete potuto vedere nella foto di apertura.
Ora vi spiego esattamente come procedere (se vi viene in mente qualche idea particolare per migliorare l'applicazione o la lavorazione... ben venga!)

PUP: NON mi assumo alcuna responsabilità (di nessun tipo) per danni a cose, persone, animali, ambienti naturali o artificiali, o alto, a causa di un uso improprio, maldestro o sconsiderato di quanto scritto in questa pagina, sia durante la costruzione che dopo la realizzazione del manufatto. La schiuma poliuretanica e l'acetone rilasciano vapori tossici ed infiammabili, quindi pericolosi, e devono essere usati con cautela, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni riportate sulla confezione dal produttore. Usate guanti di gomma, fate attenzione agli occhi ma soprattutto... usate il cervello!!

 
  1. Scelta del luogo di lavoro: come detto in premessa la schiuma poliuretanica e l'acetone rilasciano vapori TOSSICI e facilmente INFIAMMABILI, quindi è necessario lavorare all'aperto rispettando intelligentemente criteri di sicurezza. Non limitatevi ad aprire le finestre della stanza, credetemi..... è meglio lavorare all'aperto in una bella giornata di sole (all'ombra)!
    Se invece siete filo-militari e avete la possibilità di usare una maschera antigas... meglio per voi. :-)
  2. Attrezzature necessarie: dei sassi, del polistirolo o altro che vada bene a formare degli spessori irregolari; due spatole di metallo per miscelare la sabbia con la schiuma; indispensabili i guanti di gomma in quanto se il poliuretano sulle mani secca... col caz che lo togliete! Un telo di PVC da imbianchino; delle assicelle di legno per fare un telaio di contenimento; due assi di adatta dimensione da usare come piano di lavoro; una bottiglia di acetone per sciogliere la schiuma poliuretanica e pulire i disastri che farete :-))); 1 o 2 bombole di schiuma poliuretanica (per un fondo 50x70cm ne servono due da 750 gr.), del ghiaietto policromo fine (pezzatura 0,5-1 mm); un mazzuolo da falegname oppure un martello di gomma da campeggio ricoperto da un doppio strato di stoffa -usate uno straccio che non lasci pelurie o fili-; ed infine... un poco di pazienza ed abilità :-)
  3. Preparazione del piano di lavoro: ho utilizzato una vecchia tavola ricoperta da laminato plastico ma qualunque piano adatto ad essere sporcato/graffiato ecc., può andare bene. Con delle assicelle da 5 cm di altezza ed 1 cm di spessore ho realizzato un telaio rettangolare 50x70cm (misura che voi adatterete alle vostre esigenze) che ho poi fissato sul piano di lavoro. Con delle pietre (oppure legni, plastica, polistirolo, quello che vi pare...), di spessore non superiore a 7 cm, ho disegnato delle forme all'interno del telaio di legno; in particolare ho cercato di eseguire un disegno con tratti naturali. Ho ricoperto il tutto con un telo di PVC (di quello usato per imbiancare) molto sottile lasciato morbido/cadente sulle pietre. Il PVC serve a non fare aderire il collante alla massa sconnessa sottostante, altrimenti diverrebbe troppo complesso rimuovere quest'ultima.
  4. Preparazione dell'impasto: ho preparato una seconda tavola di legno, sempre rivestita da laminato, di 50x50 cm circa, con lo scopo di utilizzarla come piano di lavoro per la miscelazione tra sabbia e schiuma, cosa da non fare sulla pellicola di PVC data la grande viscosità della schiuma poliuretanica. Ho poi steso una piccola quantità di sabbia (per la precisione e, data la difficoltà nel quantificare il rapporto schiuma/sabbia, ho utilizzato questo metodo: la sabbia va stesa accuratamente sul piano, in modo che formi uno spessore uniforme non superiore ai 5-6 mm; con la bombola viene insufflata la schiuma in modo rotatorio, fino a coprire totalmente la sabbia; a questo punto con due spatole di metallo si mescola il tutto. Troverete delle difficoltà in questa operazione, in quanto la schiuma è molto adesiva: è quindi opportuno, dopo avere cercato di mescolare/rompere i grumi il più possibile, praticare uno "stiramento" della sabbia con la spatola, fino a quando la sabbia appare di colore uniforme senza chiazze di collante. A questo punto l'impasto va steso nuovamente con spessore uniforme e ricoperto nuovamente di schiuma. Ripetere nuovamente l'operazione di mistura e stiratura dell'impasto fino ad ottenere nuovamente un impasto di colore omogeneo. Naturalmente tutte queste operazioni vanno condotte con molta rapidità e sicurezza, in quanto la schiuma indurisce in tempi abbastanza rapidi. Diciamo che dovete svolgere queste operazioni in un tempo nn superiore ai 5 minuti circa.
  5. Stesura dell'impasto: la sabbia incollata a questo punto va stesa sul foglio di PVC con cura; partite da un angolo e cercate di stendere il prodotto con la spatola fino ad ottenere spessori di circa 5-8 mm. Non importa se non sono uniformi, anzi è preferibile che non lo siano. Vi consiglio di depositare sul PVC una pallina alla volta (di circa 2-3 cm di diametro) in modo da evitare di dovere tirare l'impasto adesivo sul PVC (sarebbe un disastro); inoltre questo accorgimento darà maggiormente l'aspetto della roccia alla vostra "crosta". Al termine del deposito dell'impasto, con il martello ricoperto dallo straccio, compattate delicatamente la superfice. Più lo compatterete, più resistente sarà e molto ne gioverà da un punto di vista estetico.
  6. Termine delle operazioni: procedete gradatamente con altri impasti fino a riempire totalmente il riquadro di legno. Lasciate asciugare il tutto all'aria aperta non meno di 48 ore, in modo di consentire ai gas di liberarsi totalmente e all'impasto di indurire completamente.

Abbiamo così realizzato una "crosta" di poco spessore quindi relativamente leggera (la mia pesa poco più di 3 kg), discretamente resistente e, se ben eseguita, di ottimo aspetto estetico. Prima di introdurla nell'acquario è bene lasciarla a bagno in acqua per 24 ore e poi lavarla in acqua corrente passando delicatamente una spazzola morbida su entrambi lati. Questa "crosta", se la schiuma non ha espanso molto il suo volume, ha la caratteristica di non galleggiare e quindi può essere deposta nella vasca senza la necessità di fissarla con mastici siliconici. Ciò consente di potere operare senza dovere svuotare e lasciare asciugare la vasca, cosa non molto simpatica per noi acquariofili, tenuto conto delle fatiche che a volte occorre fare per riuscire ad ottenere un buon equilibrio biologico.

Concludo dicendo che il poliuretano espanso, una volta indurito, è totalmente inerte, non viene sciolto dall'acqua e non rilascia sostanze. E' chiaro che esistono diversi prodotti e marche in commercio e, probabilmente, non tutte sono uguali. Quindi non posso garantire con assoluta certezza quanto scritto in questa pagina. A riprova del suo corretto funzionamento ho inserito le fotografie della mia vasca in cui ci vivono Discus e Scalari che, come tutti sappiamo, non sono propriamente dei "carri armati"!

Ringrazio (che sennò si arrabbia) mio cognato Marco "Fingo" Finetti che mi ha dato una mano nella (faticosa) mistura di un prototipo.



Alberto Rocchi (al.rocchi@mclink.it) ha inviato due immagini di una sua bella realizzazione eseguita secondo le indicazioni contenute in questa pagina.
Se vuoi vedere le sue immagini clicka su questa riga!



GNU1.gif (3361 byte)Stefano Camilleri (lustor@dism.unige.it) ha inviato alcune immagini e la descrizione del sistema da lui utilizzatoGNU1.gif (3361 byte)
Se vuoi vedere la sua realizzazione clicka su questa riga!



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